54) Goldmann. I limiti del pensiero tragico.
Goldmann osserva che il pensiero tragico  stato utile nel mettere
in evidenza i limiti del razionalismo moderno, ma trova a sua
volta un limite nella mancanza di una prospettiva storica, in cui
i problemi dell'uomo abbiano la speranza di poter essere risolti.
L. Goldmann, Il dio Nascosto [Le dieu cach] (pagine 374-376).

 Vista da una prospettiva storica, la visione tragica non  che
una posizione di passaggio precisamente perch essa ammette come
definitivo ed invariabile il mondo, in apparenza chiaro ma per
essa in realt confuso ed ambiguo, del pensiero razionalista e
della sensazione empirica, e gli contrappone solo una nuova
esigenza ed una nuova scala di valori.
Ma proprio questa prospettiva storica le  estranea. Vista
dall'interno la concezione tragica  radicalmente antistorica
precisamente perch le manca la principale dimensione temporale
della storia, l'avvenire.
Il rifiuto nella forma assoluta e radicale che assume nella
concezione tragica non ha che una sola dimensione temporale, il
presente.
Si comprender ora in che modo si pongano al pensiero razionalista
e al pensiero tragico i problemi della comunit e dell' universo o
con maggior esattezza i problemi dell'assenza di comunit e di
universo, i problemi della societ e dello spazio. Per l'una e per
l'altra di queste due posizioni l'individuo non trova n nella
comunit n nello spazio alcuna norma, alcun orientamento che
possa guidare i suoi passi. L'armonia e l'accordo, quando esistono
sul piano naturale e sociale, non possono derivare che
implicitamente dalle azioni e dai pensieri puramente egoisti e
razionali degli uomini, ciascuno dei quali non tiene conto che del
proprio pensiero e del proprio giudizio.
Ma, mentre il razionalismo accetta e valorizza questa situazione e
trova la ragione individuale sufficiente per raggiungere valori
autentici e definitivi, non fosse che quello della verit
matematica, e che in questo senso esso  veramente areligioso, il
pensiero tragico sente l'insufficienza radicale di questa societ
umana e di questo spazio fisico, in cui nessun valore umano
autentico ha pi il fondamento necessario e in cui invece tutti i
non-valori restano possibili ed altres probabili.
L. Goldmann, Pascal e Racine, Lerici, Milano, 1961, pagine 58-59.
